Vendere Opere d'Arte

Come vendere le tue opere d’arte senza diventare evasore fiscale?

Simone Cois 15 gennaio, 2014 76

Vendere Opere d'Arte

Dipingi da un pò di tempo e parenti, amici e conoscenti chiedono di acquistare una tua opera ma mille dubbi ti assalgono: devo rilasciare una ricevuta? Serve una partita IVA? Devo segnalare le mie opere alla SIAE per tutelare i miei diritti di autore? Devo essere iscritto in uno speciale registro o categoria commerciale?

Se ti stai chiedendo come gestire la compravendita senza infrangere la legge in quest’articolo cercherò di chiarire tutti gli aspetti legali affinchè tu possa vendere le tue opere con la sicurezza di non diventare un evasore fiscale.

Poichè le casistiche possono essere diverse, vedremo due casi tipici di persone immaginarie che chiameremo: Mattia e Ilaria.

  • Mattia è uno studente che dipinge per hobby. Vorrebbe non dipendere dai genitori e con i soldi che potrebbe guadagnare dalle sue opere vorrebbe pagarsi parte degli studi o fare qualche vacanza con gli amici.
  • Ilaria è una moglie che lavora come impiegata e dipinge per hobby. Con lo stipendio riesce a mantenere la sua famiglia ma non le dispiacerebbe arrotondare vendendo qualche opera di tanto in tanto.

Censimento dell’opera presso la SIAE o altro registro pubblico

Siae

Mario e Ilaria stanno cominciando la loro esperienza artistica e ci sono due dubbi che li assalgono:

  1. le proprie opere devono essere registrate presso la SIAE?
  2. esiste un obbligo di censimento delle proprie opere in qualche pubblico registro?

Rispondiamo al primo dubbio consultando le FAQ sul sito della SIAE. Tra le tante domande c’è la seguente con relativa risposta:

E’ obbligatorio aderire alla SIAE?

Non è obbligatorio aderire alla SIAE. L’adesione alla SIAE è libera e volontaria. L’autore può teoricamente decidere di curare direttamente i rapporti con gli utilizzatori per tutelare i propri diritti, ma di fatto l’intermediazione di una organizzazione specializzata e capillare è indispensabile. In Italia, l’attività di intermediazione è riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva. L’ autore può comunque scegliere di aderire ad altre Società di autori di Paesi stranieri.

Quindi Mattia e Ilaria non sono tenuti a registrare le loro opere presso la SIAE e possono curare da soli i loro rapporti con gli acquirenti.

Se l’iscrizione alla SIAE non è obbligatoria c’è qualche altro registro pubblico dove bisogna censire le proprie opere?

La risposta breve a questa domanda è NO. Mattia e Ilaria vogliono vendere opere create da loro il cui valore commerciale è piuttosto contenuto e, in tali casi, non c’è alcun obbligo di censimento in alcun registro pubblico.

L’obbligo di censimento infatti riguarda “cose antiche o usate” di un certo “interesse storico” e che comunque abbiano un certo valore. Le opere per cui è obbligatorio il censimento sono opere appartenenti a ben 15 categorie diverse (es. reperti archeologici, elementi di monumenti, ecc.) aventi più di 50 anni e non appartenenti all’autore e/o con valore superiore a 139.794,00 Euro. Questi sono i casi in cui le opere devono far parte di pubblici registri, quindi Mattia e Ilaria non hanno bisogno farlo.

Per il lettore più esigente riportiamo qui di seguito una sezione espandibile con le leggi che chiariscono i due dubbi di Mattia e Ilaria. Chi non è interessato a conoscere troppi dettagli può saltare questa sezione e leggere direttamente il prossimo paragrafo sulla Partita IVA.

Obbligo censimento in pubblico registro

L’obbligatorietà di censimento delle opere in pubblici/o personali registri, per i quali la vecchia Legge 20 novembre 1971, n. 1062 aveva lasciato qualche lacuna, è colmata oggi grazie al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004):

Art. 63 – Obbligo di denuncia dell’attività commerciale e di tenuta del registro.

  1. L’autorità locale di pubblica sicurezza, abilitata … a ricevere la dichiarazione preventiva di esercizio del commercio di cose antiche o usate, trasmette … copia della dichiarazione medesima, presentata da chi esercita il commercio di cose rientranti nelle categorie di cui alla lettera A dell’Allegato A del presente decreto legislativo.
  2. Coloro che esercitano il commercio delle cose indicate al comma 1 annotano giornalmente le operazioni eseguite nel registro prescritto dalla normativa in materia di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche delle cose medesime. Con decreto adottato dal Ministro di concerto con il Ministro dell’interno sono definiti i limiti di valore al di sopra dei quali è obbligatoria una dettagliata descrizione delle cose oggetto delle operazioni commerciali.
  3. Il soprintendente può comunque accertare d’ufficio l’esistenza di archivi o di singoli documenti dei quali siano proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, i privati e di cui sia presumibile l’interesse storico particolarmente importante.

Come vedete si parla di “cose antiche o usate” e di “interesse storico” e comunque cha abbiano un determinato “valore”. Leggiamo cosa contiene il menzionato allegato “A” facendo particolare attenzione al punto “3”:

Allegato A – (Previsto dagli artt. 63, comma 1; 74, commi 1 e 3; 75, comma 3, lettera a)

A. Categorie di beni:

  1. Reperti archeologici aventi più di cento anni …..
  2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici o religiosi … aventi più di cento anni.
  3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4 e 5 fatti interamente a mano su qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale (1).
  4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente a mano su qualsiasi supporto.
  5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente a mano con qualsiasi materiale (1) e disegni fatti interamente a mano su qualsiasi supporto.

L’elenco prosegue indicando altre 10 categorie ma vediamo dove ci rimanda la postilla (1) del punto “3”:

(1) Aventi più di cinquanta anni e non appartenenti all’autore.

E se questo non bastasse continuiamo a leggere l’allegato:

I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati da questo Testo Unico soltanto se il loro valore è pari o superiore ai valori indicati alla lettera B.

Andiamo subito a vedere alla lettera “B” il valore dei beni facenti parte della nostra categoria 3) :

B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in euro):

5) 139.794,00
3. Quadri

Mi pare quindi chiaro che se l’opera che intendiamo vendere è di nostra proprietà ed ha un valore inferiore ad euro 139.794,00 allora non vi è “Obbligo di denuncia dell’attività commerciale e di tenuta del registro”.

Mattia e Ilaria, quindi, non sono tenuti a censire in pubblici registri i quadri che vogliono vendere. Essi, però, potranno proteggere le loro opere rilasciando al cliente un Certificato di Autenticità. Parlerò di come redigerlo in un prossimo articolo.

Partita IVA

Partita Iva

A questo punto a Mattia e Ilaria è chiaro che non hanno alcun obbligo di registrare le proprie opere. Però i due artisti vogliono vendere le proprie tele e vendere un quadro significa incassare dei soldi. La domanda che si pongono a questo punto è la seguente: se vendo la mia opera e guadagno del denaro sono obbligato ad aprire partita IVA?

Per rispondere a questa domanda bisogna analizzare bene il D.P.R. 633/72 cominciando proprio con la definizione di IVA:

“imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate”

Detto questo, il fatto di occuparsi di “cessione di beni”, fa intendere che il pittore che vende il suo quadro è una persona soggetta ad IVA, ma andiamo avanti con il D.P.R. 633/72:

Art. 5 – Esercizio di arti e professioni

  1. Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo …

Tutto è focalizzato in questo Articolo 5 dove è specificato che siamo parte in causa se “l’esercizio della nostra professione è abituale”. Ora Mattia e Ilaria devono chiedersi se la vendita delle loro tele è da considerarsi un’attività abituale oppure è soltanto un hobby. Se la loro attività di vendita non è abituale, di riflesso è una “attività di lavoro occasionale”. Ma per le leggi italiane cosa si intende per lavoro occasionale? Ce lo spiega la Legge 14 febbraio 2003, n. 30:

Art. 4. –  Delega al Governo in materia di disciplina delle tipologie di lavoro a chiamata, temporaneo, coordinato e continuativo, occasionale, accessorio e a prestazioni ripartite

1. Il Governo è delegato ad adottare …  uno o più decreti legislativi recanti disposizioni volte alla disciplina … delle tipologie di lavoro a chiamata, temporaneo, coordinato e continuativo, occasionale….

c) con riferimento alle collaborazioni coordinate e continuative:

2. differenziazione rispetto ai rapporti di lavoro meramente occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivo per lo svolgimento della prestazione sia superiore a 5.000 euro;

Per concludere, non si ha obbligo di apertura della partita IVA se l’attività di vendita delle nostre opere è un lavoro occasionale per il quale non superiamo compensi annuali per euro 5.000 oppure ha una durata, in un anno solare, inferiore a 30 giorni.

Quindi Mattia e Ilaria  dipingendo per hobby è presumibile che il loro compenso annuo derivante dalla vendita delle loro opere sia inferiore a 5000 Euro, in tal caso non c’è obbligo per loro di aprire una partita IVA.

Qualora poi il loro hobby gli porterà a cifre che superano quelle indicate e vorranno intraprendere la strada della professione, allora sarà il caso di contattare un commercialista per l’apertura della partita IVA ed il disbrigo delle pratiche per la creazione di una vera e propria attività artigiana.

Come dichiarare i guadagni delle vendite?

Blocchetti Ricevute Fiscali

Fino a questo momento sia Mattia che Ilaria sembra non abbiano alcun obbligo verso la legge in quanto:

  1. non devono iscriversi alla SIAE o altri registri;
  2. non devono aprire Partita IVA.

Ma non è così. Sia Mattia che Ilaria, pur vendendo le loro opere occasionalmente, devono rilasciare un documento che attesta la cessione del bene ed il corrispettivo incassato per poi presentare tale documento in sede di denuncia dei redditi. Semplicemente basta acquistare in cartoleria un blocco ricevute con numeri progressivi (in mancanza scriviamo noi il numero) che dobbiamo compilare ad ogni vendita specificando i nostri dati (incluso il codice fiscale), il tipo di bene venduto (ad esempio “acrilico su tela 50×60 – titolo dell’opera”) ed il prezzo. Nel caso il cliente richieda fattura dobbiamo indicare i dati fiscali del richiedente (ragione sociale, indirizzo legale e partita IVA).

Ilaria avendo già un suo “lavoro abituale” presenta già ogni anno la denuncia dei redditi. In tale denuncia dovrà aggiungere anche i guadagni provenienti dalla sua nuova attività occasionale. Mattia, invece, è fiscalmente a carico di uno dei suoi genitori. Quindi l’importo dei suoi guadagni dovrà essere aggiunto nella denuncia dei redditi del proprio genitore.

Se hai ancora qualche dubbio o vuoi condividere la tua esperienza lascia pure un commento.

76 thoughts on “Come vendere le tue opere d’arte senza diventare evasore fiscale?

  1. Grazie per questo articolo molto chiaro anche se l’argomento fiscale è solitamente odiosissimo :))

  2. Si è odiossissimo.
    Il punto dell’articolo è che se dipingi e vendi di tanto in tanto basta solo lasciare la ricevuta fiscale comprandoti un blocchetto da Buffetti e numerandolo in maniera progressiva. Poi semplicemente metti i guadagni nel 730.

    Come avete notato Simone ha messo due ipotetiche persone Mattia e Ilaria. Ci sarebbero altre due persone:

    * Cristiano, che ormai vende da tempo e ha un buon giro d’affari e sta pensando da qui a tre anni di far diventare questo il suo lavoro.
    * Luigi, che ormai è un pittore affermato e vuole cominciare ad aprire l’attività.

    Il primo può aprire solo la Partita IVA e lavorare con il regime dei minimi. Pagherà solo all’INPS il 27% degli introiti e dovrà mettere i guadagni nel 730 suo o di suo padre. Per accedere a questo regime fiscale non ci sono limiti di età. Solo il fatturato della singola attività non deve superare i 30000 Euro ed è valido per un periodo da 3 a 5 anni. Serve appunto a chi in prospettiva vuole diventare lavoratore autonomo. Dopo i 3/5 anni accederà al regime fiscale ordinario.
    Luigi dovrà accedere direttamente al regime fiscale ordinario.

    Questi due regimi fiscali, però, sono così complessi che è meglio parlarne con un commercialista. Troppo complesso da mettere su un blog che parla d’Arte.

  3. Quando dici “Nel caso il cliente richieda fattura dobbiamo indicare i dati fiscali del richiedente (ragione sociale, indirizzo legale e partita IVA)”… pensavo significasse che la fattura a noi richiesta fosse quella con partita Iva e quindi come fare se non si è aperta la partita Iva… mi sbaglio? Per il resto chiarissimo ed apprezzatissimo, grazie Simone e Salvatore.

  4. Grazie ragazzi!
    Con questo articolo ho voluto semplificare il più possibile la questione e, come concordato con Salvatore, ho tralasciato volutamente le normative per chi vuole aprire una attività artigiana perché, come scrive giustamente Salvatore, questa forse non è la sede migliore per discuterne ed è meglio intraprendere il discorso col proprio commercialista!
    Per tutti gli altri pittori “non professionisti” spero questo articolo sia di aiuto.
    Simone

  5. xElena: credo che tu possa rilasciare fattura senza avere la Partita IVA a patto che gli introiti siano inferiori a 5000 Euro. Ovviamente tutto va poi dichiarato nel 730. Confermi Simone?

  6. Ciao Elena,
    quando una Azienda ti chiede fattura ma tu non hai partita IVA, come ho scritto:
    devi comunque fornire una Ricevuta Fiscale specificando i tuoi dati e tutti i dati Fiscali dell’Azienda, compresa la SUA partita IVA.
    In questo modo l’azienda potrà scaricarsi la tua Ricevuta Fiscale (anche se non è una fattura e anche se tu non hai partita IVA).
    Simone

  7. Vittorio,
    qua entriamo in un discorso lungo e forse poco simpatico, ma rispondo semplicemente dicendo che se tutti noi evitassimo di eludere il fisco, anche con le piccole cose, forse tutta l’Italia starebbe un tantino meglio, e non solo economicamente.
    Simone

  8. Grazie per questo articolo! Quando la newsletter mi avvisa che c’è un nuovo articolo sono molto felice, li leggo con grande interesse! questo poi è come a manna dal Cielo! 🙂

  9. articolo veramente interessante, anche perchè con i tempi che corrono
    è meglio sapere come muoversi nel mondo fiscale!!

  10. Salve Peppe,
    bella domanda; in effetti non ho specificato questa opzione nell’articolo ma posso dirti che nelle leggi non ho trovato distinzioni tra lavoratori o pensionati quindi temo che anche un pensionato debba dichiarare i proventi delle proprie vendite occasionali facendo denuncia dei redditi.
    Simone

  11. Ottimo articolo. ma, come dice Peppe Luongo, se oltre a Ilaria e Mattia ci fosse Peppe , un pensionato che vende per comprarsi tele e colori? (ma anche. aggiungo io, per raggranellare qualche spicciolo?)

  12. grazie Salvatore, articolo utilissimo, fermo restando quanto detto, penso che per un pensionato basterà aggiungere l’incasso per le opere vendute alla cifra della sua pensione e fare un 730, senza mai oltrepassare i 5000 euro di incasso annui.
    Se sono in errore correggetemi, grazie

  13. Grazie Simone. Chiaro ed esaustivo!
    Insomma se io, come Peppe, fossi un pensionato che si diletta di pittura e volessi vendere qualche mia opera, potrei semplicemente acquistare il blocchetto delle ricevute e vendere fino ad un tetto massimo di 5000 euro e poi dichiarare questi introiti nel modello 730.
    Quanto devo aggiungere di IVA sul prezzo pattuito? E nel 730 quale importo devo dichiarare?

  14. Grazie Salvatore.
    Pero’ mi pongo una domenda.
    Se a fine anno devo sommare la cifra delle vendite sul 730 allora come faccio a scaricare le spese sostenute per eseguire le opere visto che normalmente non si puo’ fare? Altrimenti x lo stato e tutto guadagno.
    ciao

  15. Ciao a tutti,
    ringrazio per l’articolo interessante.
    Una domanda…nel caso che il pittore sia un dipendente lavoratore, pittore con rare vendite e documentate da fatture come hai spiegato.
    Questo pittore può scaricare nel 730 gli scontrini dei colori oltre che tele ecc…necessari alla creazione delle opere ?
    Ciao !

  16. Inoltre,
    nella ricevuta fatta dal pittore, deve indicare il prezzo netto più iva ? E quanto di iva ?
    Grazie ancora, Silvano

  17. Non ho di questi problemi.Tuttavia mi sembra che l’articolo sia chiaro e molto utile per gli interessati:non è assolutamente un invito all’evasione fiscale ma sicuramente un aiuto a prendere decisioni ponderate onde evitare le trappole che sicuramente il “legislatore” italiano non risparmia agli sprovveduti. Penso che anche in questi casi sia valido il vecchio adagio “meglio prevedere che provvedere”. Saluti.

  18. Cerco di rispondere a tutti perché vedo che questo mio articolo ha fatto scaturire altre domande, e tutte lecite!!!
    x LINO: vedi risposta che ho dato per Pepe: <>
    SIMONE

  19. x GIUSEPPE LEONCINI:
    dici bene, fai le tue ricevute e l’anno successivo dichiari tutto in sede di denuncia dei redditi aggiungendo quanto ricavato al reddito ottenuto dal tuo lavoro abituale.
    SIMONE

  20. x SILVANO & ENRICO:
    voi dovete indicare l’importo LORDO cioè IVA inclusa.
    se poi volete prendervi la briga di scorporarla allora dividete l’importo per 1,22 ed otterrete l’imponibile:

    ad esempio se avete pattuito un prezzo di vendita di 50 euro e volete indicare l’IVA dovete fare questo calcolo per trovare l’imponibile:
    euro 50.00 % 1.22
    otterrete quindi un IMPONIBILE di euro 40.98 e l’IVA di 9,02.
    SIMONE

  21. L’articolo è interessante, breve e chiaro: ma non fa al caso mio. Odio la SIAE e farn a meno è per me come un ORGASMO. ciao

  22. x RAUL:
    il tuo intervento non è lecito ma super-lecito!!!
    il nostro caro Stato vuole sapere i nostri guadagni (da redditi fissi o occasionali), però se non abbiamo partita IVA non ci permette di scaricare le spese sostenute per il nostro hobby.
    Purtroppo dobbiamo metterci l’anima in pace!
    SIMONE

  23. Grazie per l’articolo. Io avrei una domanda da fare. Se di tanto in tanto vendo un quadro e rilascio una ricevuta, come faccio poi a presentarle nella denuncia dei redditi, essendo un disoccupato? grazie

  24. Ciao Simone grazie per l’articolo, tu e Salvatore siete molto disponibili, io ho un’attività commerciale di pasta fresca e pizze d’asporto, ho la passione della pittura spero di migliorare, cmq , grazie di tutto siete fantastici.

  25. Grazie per l’articolo i miei piccoli dipinti fino ad oggi li ho regalati a parenti o ad amici, sempre in occasione di qualche ricorrenza non ho mai pensato di venderli .

  26. Veramente utile. Ma utilizzando per la vendita un proprio sito internet ci sono ulteriori obblighi?

  27. certamente più facile dipingere un pregiatissimo quadro e buttarlo alle ortiche che incasinarsi a venderlo.
    Dalle osservazioni che sono scaturite, tutte molto interessanti e lecite, ne viene fuori un QUADRO, interessante
    si deve dichiarare il lordo dell’incasso (sperando che questo non ti faccia, anche se per poco, scattare una qualche aliquota maggiore di tasse da pagare)
    non puoi scaricare ne IVA ne spese perché soggetto senza partita IVA, ma come facciamo a versare l’ IVA che incassiamo dalla vendita che risulta dalla ricevuta che si deve fare?
    Siamo sicuri che nella ricevuta debba risultare l’IVA che incassiamo ?
    e se si, si è certi che questa IVA incassata non debba poi interessare
    l’ intendenza di Finanza?
    Perché quando si incassa l’IVA si incassa per conto dello stato a cui poi si deve, non è un nostro incasso. Quando si paga, si paga allo stato non al commerciante, che è solo intermediario
    Allora è bello essere in regola ma siamo certi che tra le pieghe delle leggi non siamo ugualmente evasori fiscali?
    Forse aprire una partita IVA sarebbe più semplice?
    Sono quasi sicuro che quando cedi un quadro la cosa migliore sia la frase
    “faccia lei, al suo buon cuore”

  28. x INNOCENZA,
    grazie anche te… per quanto riguarda invece la vendita dei quadri trovi qualche articolo in questo blog e sicuramente diverse discussioni all’interno del Forum. Ti consiglio di iscriverti, vedrai che troverai le risposte che cerchi.
    Simone

  29. x SILVIA,
    grazie, riguardo il tuo dubbio:
    che tu venda i tuoi quadri di persona, tramite il tuo sito web piuttosto che in siti di vendita on-line il procedimento è sempre uguale: come minimo devi emettere ricevuta fiscale.
    SIMONE

  30. x GIUSEPPE LEONCINI
    vediamo punto per punto:

    <>
    – l’IVA non la possiamo versare perché, come dici giustamente, non siamo soggetti con partita IVA, lo Stato comunque “recupera” obbligandoci a fare denuncia per i redditi di attività occasionali.

    <>
    – PUOI indicare semplicemente il lordo ed in caso di fattura PUOI indicare l’IVA ma NON vi è l’obbligo per i motivi di cui sopra.
    Per quanto riguarda la Finanza: nessun Finanziare può contestare il fatto che tu stia vendendo il tuo quadro emettendo regolare ricevuta fiscale che inserirai nella denuncia dei redditi. Diverso è se vendi un quadro “in nero”. Inoltre se ti metti un tavolino nella piazza della tua città entriamo nel discorso “suolo pubblico” ma non aggiungiamo benzina al fuoco!

    <>
    – ribadisco che SE forniamo regolare ricevuta fiscale che poi depositeremo in sede di denuncia dei redditi, siamo apposto con la Legge.

    <>
    – dipende cosa intendi per “semplice” ma per quanto riguarda i guadagni devi considerare che aprire partita IVA significa accollarsi spese per: apertura pratica camera di commercio, commercialista, INPS ed altre che qua non stiamo a discutere ma per le quali devi farti due calcoli se ne vale la pena considerato il tuo rapporto incassi/spese di gestione di una attività artigiana.

    <>
    – ahuaha 🙂 non male e forse con i conoscenti/amici potrai farlo ma attento che qua potresti entrare comunque nel discorso di dichiarazione delle donazioni!! 🙂 insomma lo Stato Italiano ci tiene sott’occhio appena ci cade 1 centesimo di euro nella tasca 🙂
    Simone

  31. Grazie, ulteriormente Salvatore…E’ un ottimo articolo e tale da considerarsi un valido “VADEMECUM”, su come muoversi, se vogliamo ricavarne qualche piccola e modesta soddisfazione dal nostro hobby preferito come la passione artistica…Di questi tempi soprattutto…Facendo chiaramente attenzione alla dottrina fiscale che ne regola ogni cavillo…

  32. Articolo interessante. Mi pare di capire che il problema dell’IVA sia piuttosto complesso e forse varrebbe un approfondimento.
    C’è anche un altro aspetto che non è chiarissimo: quello relativo ai pensionati. Se non ricordo male l’INPS vuole essere informata dell’esistenza di eventuali fonti alternative di reddito per poterne detrarre l’importo dalla pensione percepita. È realmente così? Oppure c’è un limite (come per l’apertura della partita IVA) sotto il quale questa regola non si impone? Perché se così fosse il pensionato non arrotonderebbe niente.

  33. BRUNO
    ho evitato volutamente di inoltrarmi nei vicoli stretti dell’IVA perché questo blog non sarebbe il posto giusto dove parlarne; posso solo confermarti che devi obbligatoriamente informare lo Stato dei tue incassi occasionali, sia tu un lavoratore o un pensionato. Per tutto ciò che riguarda le limitazioni e le detrazioni agevolate per i pensionati ti consiglio di consultare un ufficio C.A.F. (Centro Assistenza Fiscale) o altro ufficio preposto.

  34. E’ un articolo molto utile ed interessante,non mi ero mai posto il problema perché dipingo solo per hobby, ma è sempre utile ed interessante. Non si sa mai.

  35. Buona serata, grazie per l’interessante articolo. Riassumendo: io sono pensionata con importo normale sui 1200 euro. Dipingo per hobby,a volte mi capita di fare mostre all’interno di locali. Quindi devo munirmi di blocchetto per le ricevute nel caso di vendita.
    E’ chiaro che se vendo l’ammontare annuo non è di 5000 euro. In caso di vendita rilascio ricevuta. Facciamo l’esempio che sia di 400 euro. Quando io compro in un negozio il
    materiale artistico lo pago a prezzo pieno , quindi iva e tasse già le pago a posteriori e non posso scaricarle.
    Inserendo la ricevuta dei 400 euro nel 730 ci pagherò ancora tasse?

  36. come tutti i tuoi articoli è stato molto interessante e come sempre, quando subentrano normative , tassazioni, stato e quant’altro diventa un labirinto da cui non se ne esce più. io percepisco una pensione d’invalidità e ho venduto qualche quadro quest’anno; mi sa che andrò ai C.A.F. onde evitare brutte sorprese. grazie di tutto

  37. come tutti i tuoi articoli è stato molto interessante e come sempre, quando subentrano normative , tassazioni, stato e quant’altro diventa un labirinto da cui non se ne esce più. io percepisco una pensione d’invalidità e ho venduto qualche quadro quest’anno; mi sa che andrò ai C.A.F. onde evitare brutte sorprese. grazie di tutto

  38. come tutti i tuoi articoli è stato molto interessante e come sempre, quando subentrano normative , tassazioni, stato e quant’altro diventa un labirinto da cui non se ne esce più. io percepisco una pensione d’invalidità e ho venduto qualche quadro quest’anno; mi sa che andrò ai C.A.F. onde evitare brutte sorprese. grazie di tutto.

  39. Non devi scusarti di niente, anzi, sono molto contento quando vedo le tue e-mail. Semmai sono io a dovermi scusare con te per il fatto che sparisco per lunghi periodi, ma sono impegnato con la famiglia.
    Questo è uno dei problemi che mi sono sempre posto. Ma quello che ti chiedo è questo; supponiamo che io guadagni sui 9.600.00€ all’anno e sommandolo a quello di mia moglie raggiungiamo i 28.000.00€. Se vendo opere pittoriche (magari fosse!), per un valore di 4000 o 5000 euro, devo pagare delle tasse in più? O fino a 5000.00€ qualsiasi sia la somma degli stipendi non devo pagare nulla?
    Ti ringrazio infinitamente per i consigli che elargisci .
    A Presto.
    Luca

  40. Rispondo ancora in riferimento a tutti i commenti che chiedono notizie tecniche specifiche sulle normative vigenti:
    Come scritto nell’articolo e risposto nei commenti, ribadisco che in questo “sito di pittura” non è il caso di affrontare discorsi tecnici relativi a determinate normative, gestione dell’IVA e delle denunce dei redditi.
    Il messaggio divulgato vuole essere:

    – Vendi le tue opere? OK, attenzione perchè per il nostro Stato sei obbligato ad emettere ricevuta fiscale anche se non raggiungi gli obblighi per far nascere una Azienda Artigiana e per aprire Partita IVA.

    Per tutte le domande relative alle denunce dei redditi, trattamenti agevolati per pensionati o disoccupati, salto di scaglione per la somma dei redditi percepiti ecc. ecc. raccomando di rivolgersi al proprio commercialista, ad un ufficio CAF o qualsiasi altro ufficio preposto.
    Simone

  41. Grazie dei consigli come al solito preziosi. Fin’ora ho solo avuto il piacere di regalare alcune mie opere a persone care che le hanno tanto apprezzate. Se dovessi venderne alcune adesso so come muovermi.
    P.S. In Italia, noi “piccolini”, col fisco, dobbiamo fare attenzione anche ai centesimi.
    Alle grosse grosse somme ci pensano coloro che poi la fanno franca.
    Scusate se ho divagato

  42. ho trovato molto interessante anche la discussione, veramente utile e complimenti per il sito e l’impegno profuso…..

  43. ANTONIO62
    e come non darti ragione! purtroppo capita spesso così…
    e quasi non bastasse, quando beccano qualche grosso evasore, gli fanno pure “uno sconto” sulle somme da versare!!!
    Simone

  44. Grazie Salvatore, sei veramente unico e disponibile come nessuno sa esserlo, soprattutto in questo campo. Hai dato risposte esaurienti ad alcune domande che cominciavano a sorgere nella mia mente. Per ora come tu hai ipotizzato mi trovo ancora nella fase in cui le opere le regalo.

  45. x Marinella,
    l’articolo è stato scritto da me però mi accodo ai tuoi ringraziamenti verso Salvatore per aver pubblicato anche questo mio articolo; è sempre molto disponibile e grazie a questo suo sito l’hobby per la pittura diventa una grande passione per molti!
    Simone

  46. x SIMONE

    Ti chiedo scusa per la puntualizzazione Simone, e ti faccio i complimenti per lo studio della materia che non è assolutamente semplice.
    Se si intraprende un’attività a livello hobbystico e si tengono gli incassi al di sotto dei 5000 € non è necessario eseguire scorpori di IVA. Il motivo è molto semplice : Essendo il soggetto non censito con partita IVA non è soggetto ade IVA e quindi non deve dichiarare gli importi scorporati. Nel senso.. Se fosse individuato come azienda oltre alla dichiarazione dei redditi ai fini IRPEF (nel caso di attività artistiche) è da indicare anche la parte riguardante il valore aggiunto.. Invece in questi casi, trattandosi di prestazioni occasionali e di soggetti non censiti dal fisco ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, non occorre assolutamente fare scorpori.. “””Sulla ricevuta si indica solo ed esclusivamente l’importo lordo” a mo’ di semplice ricevuta di pagamento”””.
    Tale situazione persiste anche nel caso del soggetto censito ai fini IVA ma rientrante nel regime contabile dei cosiddetti “contribuenti minimi”.
    I contribuenti minimi hanno obbligo di dichiarazione, ma non possono portarsi in detrazione i costi IVA delle materie prime e per contro non sono soggetti al pagamento dell’iva sugli incassi. ”

    Bello questo argomento.. ma non è semplicissimo.. Purtroppo la materia fiscale è veramente un dedalo di norme…
    Buona pittura a tutti 🙂

  47. X MARCO:
    ti ringrazio per l’intervento, hai ragione ed infatti ho specificato tra i commenti e rispondendo agli utenti scrivendo:

    — voi dovete indicare l’importo LORDO cioè IVA inclusa.
    se poi volete prendervi la briga di scorporarla allora dividete l’importo per 1,22 ed otterrete l’imponibile etc etc —

    ho spiegato come scorporare l’IVA ma ho specificato che siamo tenuti ad indicare l’importo LORDO perché, come giustamente scrivi chi fa ricevuta e non è titolare di una azienda, non è Soggetto IVA.

    Dentro l’articolo ho evitato di parlare di queste questioni che però son giustamente saltate fuori tra i commenti.
    ciao
    Simone

  48. Interessantissimo questo articolo e anche se a me ancora non riguarda direttamente, mi ha fatto venire il cardiopalmo. Non voglio fare le solite litanie sul fisco, finanza equitalia ecc. ecc. , certo che per sfruttarci e spremerci come limoncini ne hanno di fantasia, e qui mi fermo. A me invece interesserebbe sapere, in primis, come si calcola il prezzo di un opera, posto che per me, se l’opera è bella è incommensurabile. So che per un artista emergente il calcolo si basa sulla seguente formula: B x H x Y, e cioè base del quadro per la sua altezza moltiplicato per un coefficiente che varia a seconda della fama dell’artista. Se è così un quadro di 50 x 70 verrebbe a costare già 3500 euro senza coefficiente. quindi per me che prima o dopo vorrei poter vendere diventa un patema. Spero in una risposta sperando di non essere andata fuori tema. Grazie infinite

  49. Interessantissimo questo articolo e anche se a me ancora non riguarda direttamente, mi ha fatto venire il cardiopalmo. Non voglio fare le solite litanie sul fisco, finanza equitalia ecc. ecc. , certo che per sfruttarci e spremerci come limoncini ne hanno di fantasia, e qui mi fermo. A me invece interesserebbe sapere, in primis, come si calcola il prezzo di un opera, posto che per me, se l’opera è bella è incommensurabile. So che per un artista emergente il calcolo si basa sulla seguente formula: B x H x Y, e cioè base del quadro per la sua altezza moltiplicato per un coefficiente che varia a seconda della fama dell’artista. Se è così un quadro di 50 x 70 verrebbe a costare già 3500 euro senza coefficiente. quindi per me che prima o dopo vorrei poter vendere diventa un patema, non vorrei chiedere toppo, ma nemmeno troppo poco. Spero in una risposta sperando di non essere andata fuori tema. Grazie infinite

  50. Grazie Daniela!
    per capire come stabilire quale sia il prezzo delle tue opere (o di chiunque non abbia ancora “un nome”) puoi dare un’occhiata al forum di questo sito, se ne parla in quale discussione.
    Posso comunque confermarti che il calco di euro= (base x altezza) x coefficiente, non fa al caso di un artista alle prime armi. Io ti consiglio di fare così se vuoi vendere un quadro ad un tuo conoscente: valuta quanto ti costa creare una tua tela in termini di materiali poi conta quante ore ti impegna e dati un “costo/ora” o altrimenti, semplicemente, sempre considerando i costi dei materiali, pensa a quanto sarebbe per te una cifra congrua.
    TI SUGGERISCO PERO’ VIVAMENTE, prima di fare prezzi e calcoli, di informarti presso la tua città, su quali sono i prezzi di vendita delle tele e ti basi su quelli, così da uniformarti.
    Simone

  51. ANCORA PER DANIELA:
    per conoscere i prezzi dei quadri nella tua città, non andare a chiedere nelle gallerie dove magari trovi pittori già affermati, ma chiedi agli artisti meno conosciuti o ancora meglio agli artisti che vendono i quadri per strada e non hanno costi di gestione di un locale o bottega d’arte. A Cagliari ad esempio, in una piazza centrale, ogni terza domenica del mese si riuniscono i pittori per proporre le loro opere, informati e vedrai che anche nella tua città ci sarà qualche manifestazione simile dove informarti.

  52. Grazie Simone per la tua sollecita risposta. Sai cos’è, quando non sei appoggiato da nessuno e praticamente “non sei nessuno” si pretende che tu dia il quadro per poco e per niente, e allora? me lo tengo. Così però non si va da nessuna parte. Ho visto in alcuni negozi delle stampe su tela (senza neanche una vera pennellata) 50x70cm, costare 350 euro. Anche se non sono Michelangelo mi piacerebbe riuscire a vendere qualcosa dato che ormai ho accumulato un buon numero di quadri. Adesso mi metto subito a consultare il forum. Grazie di nuovo

  53. Ti capisco Daniela…è un mondo difficile e l’arte è un settore di nicchia.
    Ti consiglio di cominciare a visitare tante mostre ed esposizioni, parla con gli organizzatori e vedrai che troverai qualche aggancio per cominciare ad esporre. Di dove sei? se posso aiutarti scrivimi in privato così non andiamo furi tema, ma comunque ti suggerisco di iscriverti al Forum dove troverai tante risposte.
    Simone

  54. Grazie Salvatore e Simone, erano dubbi che mi sono sempre portata dietro e che finalmente mi avete chiarito, e non poco!

  55. grazie per le interessantime notizie e aggiornamenti! qualche tempo fa per avere una notizia simile dovevo pagare un consulto! grazie per la disponibilità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *